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maraini fosco

Martedì 26 marzo scorso si è tenuto il secondo incontro del corso di formazione "Il viaggio e la seduzione dell'altrove". La professoressa scrittrice Lucia Tancredi ci ha presentato la figura e l'opera di uno dei più grandi etnologi italiani del ‘900: Fosco Maraini. Egli è stato un intellettuale poliedrico: fotografo, linguista, scrittore, collaboratore del famoso orientalista Giuseppe Tucci, maceratese, con il quale ha affrontato un lungo viaggio in Tibet e relativi studi sulle popolazioni e la cultura di quei luoghi. Il frutto di queste sue esperienze intellettuali e di viaggio sono ora sintetizzate nell'opera "Segreto Tibet". Un libro fondamentale che unisce viaggio, racconto, passione e scienza, un'opera senza tempo che ci fa conoscere una civiltà rimasta isolata, divenuta inaccessibile al mondo nel XIX secolo, aperta a forza dagli inglesi nel 1904, per richiudersi subito dopo in maniera ancora più ermetica di prima. Solo negli anni ‘30 cominciarono a presentarsi alcune occasioni di accesso per privilegiati, tra i quali Fosco. Il Tibet è caratterizzato da una civiltà millenaria ed arcana che ha un suo modo di percepire la vita che scorre, un suo pensiero originalissimo sintetizzato nella lingua del luogo. Per Fosco viaggiare ha significato giocare con le lingue, solo attraverso la lingua e i dialetti di un luogo si entra nella mentalità del posto, ci si incontra con il diverso, si stabilisce un contatto con esso. Egli nelle sue lunghe spedizioni in Tibet e in Oriente si definiva "pellegrino" in quanto riteneva che viaggiare fosse un'esperienza dalle valenze non solo scientifiche e culturali, ma anche esistenziali, una ricerca di se stessi, dei significati della vita. "La nave per Kobe" un libro scritto di recente dalla figlia di Fosco, la scrittrice Dacia Maraini, sulla base di documenti, lettere originali, ricostruisce le sensazioni provate da fanciulla nei lunghi viaggi affrontati con il padre. Un libro chiaro, di facile comprensione che ci incuriosisce e ci avvicina all'esperienza esistenziale di Fosco. Esso ci è stato illustrato per grandi linee dalla prof.ssa Tancredi ed ormai il tarlo della curiosità è entrato in noi pertanto ci proponiamo di leggerlo in classe prima della conclusione dell'anno scolastico. Alla fine della relazione abbiamo capito che il desiderio di viaggiare è una tendenza umana che unisce tutti, più colti e meno colti, più giovani e meno giovani ed alimenta il confronto con chi del viaggio ha fatto un motivo di vita.

Gli studenti della 3^A Liceo Scientifico.