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La mattina di venerdì 20 marzo 2020, gli alunni delle classi 2^A e 2^B Scienze Umane e 1^A Classico dei Licei Varano di Camerino hanno partecipato alla videoconferenza con “Ossigeno per l’informazione”. Si tratta di un’associazione nata nel 2008 con lo scopo di tutelare, aiutare e raccontare le esperienze dei numerosi giornalisti italiani intimiditi e minacciati, in particolare dalla mafia. Il loro obiettivo è quello di accrescere la consapevolezza pubblica riguardo il grave fenomeno della limitazione della libertà di stampa e di espressione.

L’incontro era inserito in un più ampio progetto, dal titolo “Promotori di democrazia”, finanziato direttamente dal Ministero dell’Istruzione nell’ambito del programma “Cittadinanza Attiva”.

È intervenuto alla video conferenza anche il segretario generale di Ossigeno prof. Giuseppe Federico Mennella, docente all’Università Luiss di Roma, che ha introdotto il tema della giornata: la libertà di stampa. Di seguito, alcune operatrici hanno raccontato come opera l’associazione, quali sono gli obiettivi del loro lavoro, sempre orientato a tutelare i giornalisti e a promuovere la libertà di espressione e il libero pensiero, conquiste ancora da raggiungere nella società moderna. Successivamente, gli studenti hanno fatto delle domande per soddisfare curiosità e dubbi.

Nella seconda parte della videoconferenza è stata protagonista la giornalista d’inchiesta Marilena Natale, minacciata dalla camorra e dunque da tre anni messa sotto scorta. Marilena ha raccontato la dura e toccante storia della sua vita, di quando fin da piccola ha dovuto imparare a convivere con la camorra, testimone di episodi molti forti che hanno avuto come protagonisti i casalesi, camorristi di Casal di Principe. A quel tempo sapeva già che da adulta avrebbe raccontato all’Italia intera la propria terra, lottando contro la criminalità; il suo primo articolo infatti fu scritto quando aveva appena 17 anni. Quando fu minacciata per la prima volta decise di scrivere i suoi pensieri nel profilo Facebook: “Possono uccidere me, ma non possono cancellare quello che è già stato detto”. Ha raccontato di quando è stata messa sotto scorta, un evento che ha rivoluzionato totalmente la sua vita, definita “Non più vita”, per essere sempre controllata dai suoi difensori. Marilena sente molto la responsabilità per la vita di questi ultimi, quattro carabinieri con due figli ciascuno, e ha paura che possano restare orfani otto bambini, preferendo piuttosto che rimangano orfani i suoi figli. Dice che, nonostante tutto, non ha mai pensato di arrendersi, preferisce morire piuttosto che far vincere i camorristi in questa lunga ed importante battaglia contro la criminalità.

Gli studenti hanno ascoltato tutte le sue parole, colpiti e toccati dalla forza, il coraggio e la voglia di continuare, nonostante tutto. Che possa essere un esempio per tutti i ragazzi delle nuove generazioni. Ringraziamo l’associazione e la giornalista Marilena Natale per averci regalato un po’ del loro tempo, ma soprattutto per averci dato questa importante lezione di vita, di cui faremo sicuramente tesoro.

Classi 2^A e 2^B Scienze Umane