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Si è svolto il 31 gennaio scorso, all’aula magna del polo scolastico sede dei Licei di Camerino, l’evento finale del progetto europeo PON-FSE “Potenziamento dell’educazione al patrimonio culturale, artistico, paesaggistico”, del quale l’Istituto è stato ente capofila. Nel corso della mattinata, introdotta dal Dirigente Scolastico prof. Francesco Rosati, hanno preso la parola la prof.ssa Graziella Roselli di Unicam -ideatrice del progetto- e altri Docenti che con i loro interventi hanno contributo alla riuscita dei 23 moduli in cui era articolato il programma. C’è stato inoltre uno scambio di opinioni ed esperienze tra il personale coinvolto (Dirigente, Docenti esperti, Tutor, Figure Aggiuntive), alunni e autorità presenti, fra cui il pro-Rettore Unicam con delega alla didattica prof. Luciano Barboni, il Direttore Scientifico dei Musei Civici di Camerino prof. Pier Luigi Falaschi, la curatrice delle collezioni dei Musei Civici e Direttrice Responsabile del Museo Diocesano di Camerino dott.ssa Barbara Mastrocola. Nell’occasione è stato anche proiettato un video riassuntivo dell’intero programma, introdotto dal progettista esecutivo dott. Vincenzo Paoletti, primo elemento di un percorso di diffusione delle esperienze didattiche svolte, che dovrà portare a ulteriori momenti di riflessione sul valore del patrimonio culturale, artistico e paesaggistico del nostro territorio.

Il progetto europeo, dal titolo “Patrimonio culturale Marche: ritorno al futuro”, si è svolto nell’arco di due anni scolastici, ha interessato 8 scuole in rete (Licei “Varano” Camerino, I.T.T. “Divini” di San Severino, I.I.S. “Gentili” di San Ginesio, Istituto Professionale “Ercoli” di Camerino, Istituto “Ulpiani” di Ascoli Piceno, I.C. “Betti” di Camerino, I.C. “Leopardi” di Sarnano, I.I.S. di Amandola) ed erogato circa 700 ore di lezioni organizzate in 23 diversi moduli, dai contenuti molto ampi. Sono stati coinvolti sia docenti interni alle scuole, che professori e ricercatori universitari di Unicam, oltre ad esperti esterni al mondo scolastico ed accademico.

Importante è stato il ruolo svolto dallo spin-off dell’Università degli Studi di Camerino A.R.T. & Co, un’impresa con sede ad Ascoli Piceno che si occupa di valorizzazione, diagnostica, restauro e conservazione del patrimonio culturale.

I moduli del progetto hanno riguardato vari ambiti tematici inerenti la conoscenza, tutela e valorizzazione del patrimonio: il Palazzo Ducale di Camerino, i tesori delle piazze di San Ginesio e Sarnano, le collezioni presenti nella Pinacoteca Tacchi-Venturi di San Severino e nella Pinacoteca Civica di Ascoli Piceno, indagini di tipo scientifico mediante tecnologia Arduino, catalogazione georeferenziata dei beni culturali con il sofware GIS, le antiche manifatture marchigiane, in particolare la carta, itinerari in bici per ripercorrere le antiche vie dei pellegrini (francigena, ad esempio), la tradizione culinaria marchigiana, il valore storico e le caratteristiche geologiche delle pietre utilizzate per la costruzione degli antichi borghi del nostro territorio, le rievocazioni storiche Corsa alla Spada di Camerino, Palio del Serafino di Sarnano e Palio di San Ginesio, il patrimonio sonoro. Il tutto tenuto insieme da modalità innovative di trasmissione dei contenuti: cooperative learning, storytelling, learning by doing, problem solving… e l’utilizzo di tecnologie per la diagnostica, il restauro e la conservazione dell’immenso patrimonio culturale del territorio marchigiano. Identità personale e identità culturale dei territori coincidono: questo è stato il messaggio conclusivo lanciato nel corso dell’evento; l’attaccamento alle nostre terre si sta facendo ancora più forte e consapevole, nel post-sisma, nei nostri giovani; questo è il capitale sociale da cui ripartire. Infine, è stato anche evidenziato che il Sistema Produttivo Culturale e Creativo marchigiano produce valore aggiunto, essendo il 6,4% della ricchezza prodotta dall’economia regionale.

musei civici camerino

(foto di Paolo Verdarelli)