Sabato 20 febbraio le classi quinte dei Licei di Camerino hanno partecipato al seminario online dedicato a Leonardo Sciascia, grande scrittore ed intellettuale siciliano, di cui quest'anno ricorre il centenario della nascita. La relatrice, prof.ssa Lucia Tancredi, dopo aver inquadrato la figura dell'Autore nel panorama culturale e storico del secondo Novecento, ha approfondito l'analisi di due opere di chiara fama: Il giorno della civetta La scomparsa di MajoranaIl giorno della civetta, scritto nell'estate del 1960, è il primo e il più grande tra i romanzi italiani che osano dare una definizione oggettiva della mafia. L'Autore si rivolge a tutti coloro che non solo si disinteressano del fenomeno mafioso, ma esplicitamente lo sottovalutano. Incisiva in questo senso è la descrizione di una seduta della Camera dei Deputati, realmente avvenuta, in cui si riconosce, come sosteneva Giuseppe Pitrè, il più illustre studioso delle tradizioni popolari siciliane, solo l'esistenza di un 'sentire mafioso' cioè di una visione della vita, di una modalità di realizzare la giustizia, di amministrarla, al di fuori delle leggi e degli organi dello Stato. Ma, ci spiega Sciascia, la mafia è un'altra cosa: è un sistema che muove gli interessi economici e di potere di una classe che genericamente possiamo chiamare borghese e non si sviluppa quando lo Stato con le sue leggi e le sue funzioni manca, ma dentro lo Stato. La mafia altro non è che una borghesia parassitaria che non 'imprende', ma sfrutta. Il giorno della civetta è un esempio di questa definizione, ma è anche molto di più. È un'opera d'arte. In esso c'è l'amore di Sciascia per la sua terra, una rappresentazione simbolica del mondo. Ci sono la storia e la letteratura non solo della Sicilia, ma italiane. Il razionalismo di Cesare Beccaria, l'aspirazione alla giustizia di Manzoni, il pessimismo attivo di Leopardi, il darwinismo sociale di Verga, il doppio e l'ironia pirandelliani. L'indagine razionale nello stile di Sciascia è perfettamente fusa con la liricità dei paesaggi indimenticabili in cui si proietta la drammaticità della condizione dell'uomo che persegue la verità e la giustizia. Il conflitto tra verità e strumentalizzazione politica è particolarmente emblematico nell'altro romanzo: La scomparsa di Majorana. Lo scienziato è chiamato a scelte definitive di carattere etico, oseremo dire eroiche. Nella visione di Sciascia tutti i servitori della giustizia sono costretti a fare ricorso al volontarismo etico per difendere la dignità umana. Le stesse scelte che hanno causato il sacrificio di servitori della giustizia, più vicini a noi, come Falcone e Borsellino. La conferenza è stata davvero interessante e stimolante sotto ogni punto di vista; la relatrice ha risposto in modo chiaro ed esauriente agli interrogativi che noi studenti ci eravamo posti leggendo le opere esaminate. Siamo in attesa del prossimo incontro, di sabato 27 febbraio, per approfondire ed ampliare l'analisi degli scritti di Sciascia, un Autore che porteremo nel programma di Letteratura Italiana all'esame di maturità. Ringraziamo il Preside, la relatrice, professoressa e scrittrice Lucia Tancredi per la sua disponibilità, la prof.ssa Pierandrei che ha curato i due seminari, la prof.ssa Tasso che ha condotto il dibattito, i professori e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione dell'evento.

Classe 5^A Scientifico

 

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